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#ilsudsiamonoi. La difficoltà diventa sfida, la contaminazione di talenti una reale possibilità.

Un periodo di crisi,  come è avvenuto all'inizio del secolo scorso, porta con sé un recondito desiderio di cambiamento che, se riesce nel suo intento di innescare la possibilità di disegnare nuovi scenari e modelli di sviluppo,  allora è lecito parlare di  innovazione e reale opportunità. 
 
Nel nostro tempo, la rivoluzione tecnologica ha generato un'enorme ed avvincente possibilità di cooperazione e cocreazione tra risorse, talenti, identità,  pronte, attraverso i nuovi spazi della comunicazione, a creare valore collaborando insieme. 
 
Epicentro di un cambiamento epocale ma che nasconde, secondo noi, una rivoluzione ancora più importante, che trova il suo compimento  nell'avvio di nuovi processi di contaminazione tra tutti gli stakeholder e dove occorre metter a fattor comune  la ricchezza dello scambio, l’unicità della diversità.
 
E' proprio attraverso il ruolo centrale della contaminazione che, più di un anno fa, 012 Factory nasceva con l'intento di tracciare i contorni di questo nuovo scenario e dare attraverso nuovi spazi di condivisione, conoscenza, cooperazione, una risposta definitiva alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. 
 
Come in fisica l'energia, il movimento, nascono da una differenza di potenziale allo stesso modo, la messa in sincronia, di idee, know-how, ed esperienze appartenenti a settori e culture differenti, genera un enorme patrimonio di possibilità.
 
Ed ecco che, per il nostro Meridione, la difficoltà diventa sfida, l’opportunità, invece, si fa reale possibilità. Come diceva Salvemini  cent’anni fa:  “la questione del meridione è essenzialmente una questione di meridionali”. Raccogliere le sfide del cambiamento è collegato, secondo noi, con l’obbligo morale di dover partire dalla valorizzazione  dei talenti che rappresentano la ricchezza, il carattere e l’essenza di questo territorio, genius loci, che nell’epoca del trionfo della diversità rappresenta una materia prima fondamentale.
 
Non solo. In un contesto di fermento, occorre,  però l’apporto forte di chi in questo territorio è classe dirigente,  di un territorio che troppo spesso è stato incapace a governare la sua ricchezza, svogliato nello stringersi e furbamente troppo pigro nel far rete.
 
Una rete che funziona è tale se tutti i grandi hub che la compongo si integrano alla perfezione nella forma e negli obiettivi da condividere. Collaborazione orizzontale tra tutti i soggetti in campo, anche oltre i confini regionali, perchè se è vero che oggi la crescita della nazione passa per la crescita delle sue città principali è forse il caso di considerare che il Sud, dopotutto,  è  solo una Macroregione di 18 milioni di abitanti (e pensare che la città di Shanghai ne conta “solo” 24 milioni).
 
Homo faber fortunae suae.
Se Il Mezzogiorno desidera il tanto agognato cambio di marcia attraverso l'innovazione, ha bisogno di cambiare da subito prospettiva, con uno 
Stato che ritorni ad essere "Innovatore" come vorrebbe Mariana Mazzucato e, soprattutto,  con l’obbligo da parte di  tutti coloro che vorranno essere operatori del cambiamento, di sostenere la cooperazione delle eccellenze, la solidità del network territoriale e nuove strategie da condividere, un ecosistema funzionale, ambiente creativo,  dove far crescere quell'enorme patrimonio di idee e talenti che, troppo spesso in passato, abbiamo fatto fiorire altrove.

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