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La teoria del volo. Creare nuove strade oltre i limiti, tra desiderio e possibilità

Pubblicato il 14 Febbraio 2015
Culture
 

Sognare di volare è forse il sogno più comune al mondo, diffusissimo presso ogni popolo, cultura del passato e del presente al punto che lo stesso  Freud lo include nei cosiddetti sogni ‘tipici’.

In fuga da qualcosa, ambizione senza freno, liberarsi di un peso, desiderio di nuove prospettive. 

Se per un attimo volgiamo uno sguardo ai miti del passato si scopre  come la letteratura racconti da sempre il bisogno dell’uomo di elevarsi, quando si sente imprigionato e senza una via di fuga, di come per la necessità di cambiare nutra il bisogno di superare i propri limiti ed inventare nuove strade. 

Ecco, allora, la storia di Icaro e suo padre Dedalo, architetto inventore ed innovatore ante litteram, bloccati, senza via d’uscita, costretti dalle circostanze al cambiamento per sopravvivere, guidati dal problema a cercare una nuova strada a creare nuove prospettive, un'impresa quasi impossibile.

Imprigionato nello stesso labirinto da lui progettato (per aver aiutato Arianna, ma questa è tutta un'altra storia),  Dedalo costruì per sé e per suo figlio due paia d'ali tessute di piume leggere; le attaccò con della cera alle spalle ed alle braccia di Icaro e se le fissò anch'egli al dorso, poi attese che i servi dormissero e rivoltosi al figliolo gli disse: "Seguimi Icaro" raccomandò al figlio. "E non temere nulla: abbi soltanto cura di restare presso di me come un uccellino appena uscito dal nido.

Alla base di tutto una radicale necessità alimentata da un desiderio forte li spinge a fare qualcosa fuori dall’ordinario, costruire un nuovo corpo con ali, superare i propri limiti, creare nuove strade se le vecchie non portano più da nessuna parte. Se non si è pronti a cambiare non succede nulla. Le persone cambiano solo quando sono realmente pronte, ma è anche vero che non si possono costringere le stesse persone a cambiare, si può solo aiutare a volerlo.

Volli, sempre volli, fortissimamente volli.  Per volare dunque, basta solo un forte desiderio ed uno stato di necessità? Forse no.

Nella logica che si può creare valore puntando sulla giusta relazione tra gli elementi, proviamo ad andare oltre il mito e vediamo, di contro, cosa suggerisce la scienza. Come si riesce a spiccare il volo ce lo insegna un semplice manuale di fisica, analizzando e descrivendoci le 4 forze che intervengono nel vincere la sfida della gravità.

Su un qualsiasi elemento presente a terra, vuoi un piccolo velivolo o un’impresa, concetto estendibile ad una qualsiasi tipologia di relazione, agiscono 4 tipi diversi di forze con le quali occorre necessariamente confrontarsi per poter “spiccare il volo”.

Prima fa tutte il peso, la forza che attrae qualsiasi corpo verso il centro della terra. Una forza che ci rivolge verso il basso, la necessità di restare con i piedi per terra, ma anche che immobilizza aspirazioni, sogni, desideri, l’impotenza del fermarsi all’idea e non metterla in pratica . Una forza, insomma, da controllare e gestire con la dovuta attenzione  e cura.

Secondo la portanza. Senza entrare nel dettaglio tecnico (chiedo scusa a Bernoulli per l’eccessiva semplificazione) per un corpo che, banalmente, deve superare il suo peso è necessaria una spinta verso l’alto. Questa forza, ci spiega la fisica,  si governa dando una forma meno rigida ad un corpo (si pensi ad un aereo o ad un’auto da corsa) ed agisce grazie alla differenza di pressione tra la parte inferiore e la porzione superiore di un corpo. In conclusione, se prendo un corpo gli do una nuova forma  e faccio si che una parte più snella, più veloce possa avere “meno pressione”,  spingo tutto verso l’alto. Qualcuno, come me, potrebbe leggerci la metafora di una grande impresa ed una startup collegata ad essa.

Superare la resistenza (nella sua accezione di forza contrastante). Se un aereo è in moto deve superare la forza opposta al suo moto. Può farlo scegliendo la giusta direzione ed aumentando la sua velocità. Ecco la rampa di lancio. Oggi in un mercato che cambia costantemente la velocità è un punto di forza indiscutibile. Per questo motivo, occorrono e, al tempo stesso si affermano meglio, organizzazioni che sappiano innescare e governare i giusti processi di accelerazione.

La spinta. Un desiderio è il naturale motore trainante di qualsiasi sfida. Non occorre altro. L’essenza stessa di un desiderio è spesso la soluzione  e la ricompensa ad un’ aspirazione apparentemente impossibile da realizzare. Un semplice cambio di velocità e la giusta prospettiva (pardon inclinazione) che agisce sulle ali e si può spiccare il volo. 

Ma uno volta spiccato il volo, occorre gestire il cambiamento e mantenersi in volo, cosa che per un aereo ed il suo pilota si traduce nel governare tutte le forze che agiscono intorno a sè, in modo che restino tutte in perfetto equilibrio. Sempre.

Mai farsi prendere dall’ebbrezza, armarsi a cambiare non vuol dire necessariamente dimenticare ciò che si è, o che magari si è stato. Saper volare non vuol dire solo saper eseguire le manovre fondamentali del volo, significa saper prendere le decisioni giuste al momento giusto. Parole necessarie per qualsiasi forma d’impresa. Dedalo ed Icaro vincono la loro sfida al cambiamento. Entrambi spiccano il volo. Ma la storia ci insegna che solo se si riesce ad equilibrare ambizione e desiderio, con esperienza e la giusta dose di resistenza, si potrà raggiungere con successo la propria destinazione.

In fondo, dopotutto,  sono solo ali di cera.

 

 

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò