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Innovare con il massimo possibile. Il metodo Bannister

Pubblicato il 14 Marzo 2018
Idee, Culture,
 

Secondo una sentenza della comunità scientifica mondiale prima del 1954
era fisicamente impossibile per un uomo correre un miglio in meno di 4 minuti.

Roger Bannister fece qualcosa che molte persone avevano detto era impossibile.
Ha corso un miglio in meno di quattro minuti.

Il miglio inglese equivale per la precisione a 1.609 metri e 36 centimetri. Per i britannici è considerata “la Distanza”.


Tutto ha inizio con un fallimento. Siamo nel 1952 ad Helsinki.
Lì si svolgono i Giochi Olimpici e Roger Bannister, atleta britannico, punta tutto a vincere l’oro nei 1.500 metri.
Una totale delusione. Bannister finisce quarto e fuori dal podio. Barthel, l’americano McMillen e il tedesco Lueg fanno meglio di lui.


Due anni dopo precisamente la mattina del 6 Maggio 1954, Roger prende il treno da Paddington, seconda classe. Aveva compiuto da poco 25 anni, ed era a sei settimane della laurea in medicina al St. Mary's Medical School dove nel '21 il dottor Fleming aveva scoperto il lisozima, prima della penicillina.

Quella mattina Roger Bannister percorre il miglio in in 3'59"4

La cosa interessante è che non l'ha fatto correndo nel modo più veloce che poteva.

Lo ha fatto partendo dall’idea di dover correre un miglio in un secondo più veloce di quattro minuti.

Bannister analizzò la corsa, passo dopo passo, in maniera meticolosa. Sapeva per quanto tempo ogni intermedio doveva essere. Aveva colleghi che lo aiutavano in una specie di staffetta, camminando accanto su ogni sezione del miglio.

Il risultato finale è stato l’aver fatto qualcosa di impossibile, passando attraverso il creare una serie di passi possibili.

Difficile aver a che fare con l’impossibile. È più facile restare concentrati ed attaccati ad “un massimo possibile".

Bannister ci insegna che ogni impossibile si può scomporre in tanti "abbastanza".

Innovare è una questione di massimo possibile.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò